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I numeri del Romecamp su Cannocchiale TV

Quando ho avuto l’idea-suicidio di fare 4 dirette contemporanee più tutto il materiale ondemand in quasi simultanea dal Romecamp, mi sono detto da solo che forse si trattava di uno sforzo esagerato e forse anche eccessivo. Ma io sono fatto così, quando mi innamoro di un’idea difficilmente mi fermo. E quando ho visto i numeri, ho capito che l’idea non solo era interessante, ma anche oggettivamente vincente.

Per dirla in breve, nell’arco di 4 giorni abbiamo avuto 3000 visitatori unici, e 70.000 accessi complessivi ai video, naturalmente contando sia le dirette che tutti i singoli video on demand. E credo la chiave sia proprio questa: aver costruito una piccola coda lunga in un contesto già di nicchia, per cui, nei più di 80 clip prodotti in due giorni in un contesto sufficientemente generalista, davvero un notevole numero di persone ha trovato qualcosa di interessante da seguire, sia in diretta che ondemand.

Certo, alcune cose sono andate storte, abbiamo avuto qualche problema di encoding che ci ha costretto a rifare tutti gli interventi dell’aula 2, le inquadrature delle camere nelle singole aule sono spesso discutibili perchè lasciate non presidiate o nelle mani di volontari disponibili (grazie!) ma ovviamente poco preparati, ecc. ecc. Ma il sistema, sperimentato su un contenuto già di nicchia, funziona e interessa, e questo conferma la bontà della strada su cui, spesso in silenzio (ed è un peccato, e dobbiamo rimediare), dolmedia lavora e sperimenta già da tre anni: inventare nuovi format che vadano oltre la mera amplificazione audiovisiva su internet. Un buon lavoro, fatto con passione e tanto sacrificio, da un gruppo coeso, allegro e capace di faticare di brutto e sporcarsi le mani per far funzionare le cose.

Grazie a loro, e grazie a tutti coloro che credono nel nostro lavoro. (la foto su è di Lyonora)

RomeCamp2008, famolo sstrano

Invitato da Antonella, supero la recente ritrosia a parlare di robe blogosferico-barcampico-internettiane e dedico un post al RomeCamp2008, che si preannuncia un’evento davvero niente male, e dal quale mi sto già facendo coinvolgere convintamente nonostante i 4 mesi di distanza dal fatidico giorno (anzi due).

Antonio Pavolini ha già anticipato alcune delle riflessioni scaturite da un primo incontro con lui e con Luca Alagna, che nascono da un sentimento comune ben interpretato da Nicola e Vincenzo, ideatori dell’evento: c’è la volontà di sperimentare qualcosa di nuovo per ritrovare la spinta sociale dei primi mitici BarCamp, vista la tendenza recente ad allargare il divario fra il momento social (troppo tramezzin-cazzeggio-total) e il momento “impegnato” (troppo accademic-frontal-dupalle). Come superare questo gap, e (ri)portare la socializzazione nei momenti di circolazione delle idee? C’è bisogno di confronto, ovviamente, ma qualcosa che non siano le domande dal pubblico (ormai raramente polemiche e sanguigne). Io penso (e propongo) che la soluzione sia lavorare sulla formula del talk show, magari non trash come il Jerry Springer, ma sicuramente nemmeno pallosa come le noiosissime tavole rotonde da convegno. Continua a leggere