Sono un Fonero

La FoneraDa stamattina sono ufficialmente un Fonero ! Cos’è FON? FON è la più grande WiFi community nel mondo. I membri di FON condividono il proprio accesso casalingo ad Internet, e in cambio utilizzano gratuitamente l’accesso condiviso da uno qualunque degli altri Foneros nel mondo. La condivisione avviene grazie al router Fon (La Fonera), che in tutta sicurezza divide la banda privata da quella condivisa, per evitare problemi. Se si condivide la propria banda, non si paga niente per l’accesso a quella degli altri Foneros. Se non si è Foneros, si pagano 3 dollari al giorno per utilizzare la banda dei Foneros (e parte degli introiti finiscono in tasca a chi condivide la propria banda, ça va sans dir). Grazie a questo modello, il router costa solo 5 euro, rendendo l’acquisto possibile a praticamente chiunque possegga un accesso a internet sul pianeta, oppure è possibile scaricare gratuitamente gli aggiornamenti per alcuni router già esistenti per diventare Foneros senza costi. Tra micropagamenti per gli accessi, diffusione capillare dei router e vari altri introiti indiretti (il futuro portale, la community, ecc), e assenza di costi infrastrutturali, il business model sembra essere assolutamente win-win (pulito, sostenibile, orizzontale), e la potenziale larghissima diffusione spiega anche l’investimento massiccio di Google e Skype su FON.

Alcuni sollevano dubbi sul reale senso sociale del progetto, domandandosi se non sarebbe meglio spingere sulla creazione di network wi-fi pubblici creati dalle singole amministrazioni comunali. Il mio cinismo mi spinge a dire che si, forse in un mondo ideale e pieno di gente per bene si può camminare tutti insieme mano nella mano e credere che è possibile avere dei governanti disinteressati che possano mettersi d’accordo e usare le nostre tasse per creare accessi wireless liberi e gratuiti, ma non ci credo. Nononono. Noooo. Non ci c-r-e-d-o. Pegniente. Credo invece al fatto che una società che nasce per fare profitti, comprenda finalmente che è più intelligente e più remunerativo impostare un modello davvero utile e aperto, possibilmente senza sfruttare i bambini taiwanesi o cambogiani (a proposito, ‘ndo se produce La Fonera? Cina, Taiwan? Diritti umani?). Al netto di questo, il modello può essere davvero vincente, e peraltro integrabile con qualunque episodio municipale di copertura wi-fi.

1 Comment

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  1. lo sono anche io, peccato che in italia sia illegale: per contratto, con la stragrande maggioranza dei provider non sei autorizzato a rivendere la connessione. inoltre, c’è anche la possibilità che si violi la legge gasparri (o quel che ne resta dopo le modifiche recenti) dato che – per quel che ne so – per l’utilizzo dell’etere ci vuole una concessione governativa come per le radio fm e le tv.

    cosa gravissima, per queste ragioni ho chiesto da più di tre mesi ai “signori” di fon come devo fare per uscire dal progetto… nessuna risposta. naturalmente il router l’ho buttato in cantina.

    saluti

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