Il clima di Roma e dell’Italia

Le avvisaglie le avevamo avute la sera del trionfo di Alemanno, quando una gran folla di scalmanati si riversava nelle strade del centro e sotto il Campidoglio inneggiando alla presa della città. Ma un po’ di sana lucidità mentale ci avrebbe consentito di vedere e capire ben prima, quando furbi populisti cavalcavano sonoramente fatti di cronaca per dipingere (e di conseguenza creare) uno scenario di terrore e paranoia. Come ampiamente prevedibile, il clima costruito ad arte sta cominciando a dare i suoi frutti, e un certo numero di giustizieri della notte, sentendosi spalleggiato da chi, per mesi, ha sdoganato l’intolleranza bieca e acritica per convenienza elettorale chiamandola libertà (paradosso dei paradossi), ha iniziato ad operare senza vergogna in giro per la città.

Prima il raid al pigneto, poi il pestaggio del conduttore di Radio DeeGay, e oggi gli scontri all’Università, sono solo i movimenti iniziali di un incendio che, alimentato ad arte, divamperà presto. Alemanno esprime pubblicamente dura condanna, ma è evidente che a personaggi come lui ed altri della stessa fazione politica non può che tornare utile un circolo vizioso di terrore e terrorismo: da migliaia di anni a questa parte, maggiore è la paura, più volentieri vengono accettate restrizioni della libertà di chi è indicato come minaccia per la società (potenzialmente chiunque, lo vorrei ricordare). E allora vogliamo dire che “questi eventi non hanno matrice politica”? Diciamolo, ma è inutile. La matrice politica è questo clima subculturale voluto e creato da chi cerca sponde per riportarci nel medioevo degli scontri etnici e delle guerre fra poveri. E’ il cerino lasciato cadere con cinica nonchalance in un barile di benzina lasciato indisturbato per troppo tempo da troppi soggetti. E noialtri, forse perchè già storditi dal caldo e con la mente rivolta alle vacanze, non stiamo capendo quel che sta accadendo. O forse si, ma non sappiamo cosa fare. Ma il governo è stato battuto sulla tutela della caccia e della pesca. Evviva. Urrà.

Mi associo al grido di dolore di pm10, .Mau., Sono un precario, SirDrake, e GattoNero.

1 commento

  1. L’eccezionale monologo del film V for Vendetta resoci ancor più vibrante nella versione italiana dalla bravura di Gabriele Lavia come doppiatore, spiega chiaramente tutto questo, ci illustra di come un popolo viene obnubilato dalla paura e di come attraverso questo si raggiunga il potere assoluto con la notte della democrazia.. Silviescu ha di fatto annullato il risultato di diversi referendum popolari e si appresta a farlo con altri, il popolo non è più sovrano ma torna ad essere suddito e si consegna in cambio di una presunta “sicurezza”…
    “l’unico Verdetto è Vendicarsi”: per una visione del monologo
    http://tinyurl.com/5bkr6j

    P.S. Anche io sono nato il 13 Aprile (60..) Gran giorno..

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