Frammenti di inciviltà

“Quando vedrò la ragazza, chiederò a suo padre: perchè ha detto che sono stato io?”. Questo ha detto il giovane marocchino accusato ingiustamente di stupro da una ragazzina di dodici anni, che ha poi ritrattato tutto. Giusto e comprensibile: i bambini non imparano queste cose per caso, gli viene insegnato che l’extracomunitario è cattivo. Loro lo imparano, e questi sono i risultati.

1 commento

  1. In realtà non tanto il padre: sono settimane che in Italia, ma soprattutto a Bologna, è scoppiata la psicosi della violenza a carico delle donne (intendiamoci: è un problema serissimo, ma i media buttano tutto nel calderone) e che i colpevoli siano soprattutto immigrati. Abbastanza normale che una ragazzina che abbia sentito distrattamente dei telegiornali negli ultimi giorni si immagini una storia di violenza per coprire non si sa che cosa.

    Un’altra cosa, sottolineata da alcuni cronisti di Radio Popolare: nello stesso giorno a Bologna ci sono stati due casi di violenza, quello fasullo della ragazzina di 12 anni e quello purtroppo reale di una ragazza di 19 anni. Il primo, compiuto apparentemente da un immigrato, è andato in prima pagina sull’edizione locale de “La Repubblica” mentre il secondo, compiuto da un anziano italiano che già aveva abusato della stessa ragazza dieci anni prima, no.

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