Contemporaneità

ore 22.00, casa dei Bicci. Squilla il telefono.

B: Vado io
B: Pronto?
Voce: Si… uhm… cercavo Fabrizio…
B: Sono io..
Voce:Biccio!
B: ….
Voce:Non indovinerai mai chi sono, prova…
B:No, guarda, sono un disastro con questi giochi, fai molto prima a dirmi chi sei.
Voce:Dai, prova a sparare qualche nome…ho perso un po’ l’accento bolognese ma…
B: (sarà mica….)
Voce:M.F.!
B: Non ci posso credere…

E invece sì, M.F. detto Franz, ultimo mio avvistamento 1988 circa, in piena era di gemellaggio con Bologna e a un passo dal DAMS. Franz, da dieci anni a Los Angeles e ora trasferitosi a New York perchè “sono passati 9 anni e non me ne sono neanche accorto, a Los Angeles non esistono le stagioni e nessuno fa figli, non ti acorgi del tempo che passa”. Proprio Franz, che in un pomeriggio di “polleggio” (termine che ho imparato da lui) newyorkese e di digi-cazzeggio, chissà perchè, pensa a quel Biccio che non vede e non sente da un tot di tempo (tot, altro termine mutuato da lui), gli viene in mente di inserire “biccio” in Google dove non passo esattamente inosservato, cade sul mio sito, trova il mio CV (a proposito, dove?!?), trova il mio numero di telefono, mi chiama.

Fantastico

Ci ritroviamo a parlare di Linked di Barabasi, di come Internet connette e riconnette ogni cosa; ci ritroviamo a parlare dei documentari da lui girati per il Discovery Channel in Sri Lanka, e in Siberia, del suo avvocato scappato in Messico con i suoi soldi, dei sei mesi passati a Varsavia dal Kakos (ciao Claudio!!!), e dei miei 5 anni a Videomusic, della new economy italiana, della vita cablata in campagna, e della vita a Brooklyn, e del film che sta scrivendo….

E se la nostra vita lineare grazie alla rete potesse finalmente trovare una perenne contemporaneità? Anche il passato è digitale, l’importante è non vuotare il cestino.

2 Comments

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  1. Mio Dio, &#232 tornato NASEKO!!!

  2. Ciao Biccio!
    Sono l’Unico Anello.

    (mouahahaz).

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