Chi si offre volontario?

Per varie ragioni, da qualche mese a questa parte mi ritrovo ad avere a che fare con un campionario di umanità abbastanza vasto ed eterogeneo, e questo mi ha dato la possibilità di esperire in modo diretto alcuni atteggiamenti evidentemente molto diffusi, se condivisi da persone così diverse. Un esempio? L’assoluta volontà quasi militante di evitare qualunque responsabilità. Come mai così tanta gente si preoccupa solo di fare un passo indietro, di pararsi il culo, di non esporsi, di raccontare balle come alibi, di guardare gli uccellini mentre piovono patate bollenti?

Pigrizia, egoismo, ignavia?

Non si tratta certo di una novità, c’è sempre stata gente più proattiva o propensa al volontariato della responsabilità, e gente più defilata, capace di girar la testa altrove di fronte a qualunque problema. Ma la novità sembra essere il numero, e il metodo scientifico con cui l’obiettivo del NON coinvolgimento viene perseguito. Dipenderà dal fatto che la vita è sempre più complicata? Dal fatto che persone più deboli sentano di non poter giocare mettendoci la faccia? O forse è semplicemente la scelta più giusta del cinico furbo in un mondo di cinici furbi dove la regola principale è “si salvi chi può”, costi quel che costi? Boh.

Ma ahimè, poichè in natura nulla si crea e nulla si distrugge, tutto quel che viene scaricato finisce sulle spalle di qualcun altro, che tipicamente non può neanche lamentarsi perchè in un modo o nell’altro “se l’è cercata”. Il risultato è che, come un virus, questo meccanismo si propaga anche verso chi preferirebbe evitarlo come la peste bubbonica, costretto ad assumere questo odioso atteggiamento perchè il peso del “fare” diventa sempre più insostenibile.

3 Comments

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  1. Biccio, il consenso sociale è una droga. un assaggio e hai paura di perderlo.

  2. forse si tratta semplicemente di entropia dell’universo?

  3. si chiama entropia dell’universo

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