Vitedigitali

Blogfester

Devi guardarti allo specchio e ammettere di aver sbagliato, perchè ancora una volta hai tagliato la vita con l’accetta segnando sulla lavagna le cose buone da una parte e quelle cattive dall’altra, anche se non lo vorresti fare mai. Lo sai, lo fai perchè è più facile, perchè a volte hai bisogno di segnare dei confini netti, perchè altrimenti ogni cosa ha sempre una sua spiegazione, un suo senso, una sua complessità, ed è una fatica enorme camminare in equilibrio sui significati delle cose.

Lassù, sotto una pioggia incessante, c’erano uomini e donne come te, che cercano faticosamente un percorso diverso da quello già scritto, e, nel cercarlo, corrono e barcollano, sorridono e imprecano, combattono e si difendono, amano, o fanno del male a se stessi e agli altri.

Scelgono, e per questo, come te, sbagliano continuamente.

Io, in mezzo a quella intensamente incerta e imperfetta umanità a Riva del Garda, mi sono sentito a casa.

(un saluto, un bacio, un abbraccio e una stretta di mano a nicolamattina, stefigno, suzukimaruti, beggi, pippawilson, squonk, emmebi, mantellini, sofi, zoro, elena e bloggo, lapaoly, mafe e vanz, lalui, saramaternini, camillomiller, massarotto, alessio iacona, alberto d’ottavi, luca conti, auro, elena, carlo brodo, domitilla, stered, kekkoz, sergio maistrello, daniela_elle, vincos, gaspar, zio bonino, Bru, tutte le belle sketchine, federico e marina… e tutti quelli con cui ho scambiato un sorriso sincero.)

Un “bravi!” a gianluca e ilaria.

E un abbraccio speciale a susan. Lei sa perchè.

Blogfest chronicles /1

Dopo un viaggio della speranza da Milano a Riva del Garda durato quasi 4 ore (pioggia incessante e pesantissima, TIR ovunque, automobili alla deriva), e dopo aver fatto fuori un paio di tranci di pizza quando ormai il livello di zuccheri nel sangue aveva raggiunto livelli allarmanti, mi sono fatto un giro per Riva per prendere confidenza col luogo. Le location all’aperto sono saltate causa maltempo, non è stato quindi facilissimo capire cosa stava succedendo in giro; per fortuna ho incontrato Zoro, che mi ha segnalato la presenza di un manipolo di blogger dedicati alla non facile impresa di mettere in difficoltà Bernabè, AD di Telecomitalia, presso il museo d’arte contemporanea di Rovereto. Altra pioggia, altri chilometri, e finalmente arrivo, ma per ascoltare solo le ultime due/tre domande (dalle cui risposte traggo la stessa conclusione di Nicola Mattina e Luca Conti).

Lascio il MART con Elena e torno a Riva, dove alla Spiaggia degli Ulivi incontro un po’ di gente e mi lascio sedurre senza opporre resistenza da un invitante buffet dove ho passato un paio d’ore di chiaccchiere. Incredibile la quantità di blogger storici che conosco e seguo da anni, ma a cui ho potuto stringere la mano solo ieri per la prima volta. Tanto per fare due o tre nomi: Sasaki, Suzuki, Mantellini, Personalità Confusa, e Emmebi!

La serata s’è conclusa in dissolvenza, si doveva raggiungere la festa di Camisani Calzolari, ma un po’ per stanchezza, un po’ per distrazione, alla fine mi son perso tutti e me ne sono tornato in albergo dopo aver accompagnato Enrica al suo hotel.

Un complimento a Gianluca Neri, niente affatto facile tenere sotto controllo un’organizzazione di questa dimensione anche per via del maltempo che ha reso tutto estremamente più difficile; qualche dubbio sulla non comodissima divisione fra Rovereto e Riva, ma in generale l’atmosfera m’è sembrata carina.
Un po’ di foto qui.

Ora ci vuole un caffè…:-)

RomeCamp2008, famolo sstrano

Invitato da Antonella, supero la recente ritrosia a parlare di robe blogosferico-barcampico-internettiane e dedico un post al RomeCamp2008, che si preannuncia un’evento davvero niente male, e dal quale mi sto già facendo coinvolgere convintamente nonostante i 4 mesi di distanza dal fatidico giorno (anzi due).

Antonio Pavolini ha già anticipato alcune delle riflessioni scaturite da un primo incontro con lui e con Luca Alagna, che nascono da un sentimento comune ben interpretato da Nicola e Vincenzo, ideatori dell’evento: c’è la volontà di sperimentare qualcosa di nuovo per ritrovare la spinta sociale dei primi mitici BarCamp, vista la tendenza recente ad allargare il divario fra il momento social (troppo tramezzin-cazzeggio-total) e il momento “impegnato” (troppo accademic-frontal-dupalle). Come superare questo gap, e (ri)portare la socializzazione nei momenti di circolazione delle idee? C’è bisogno di confronto, ovviamente, ma qualcosa che non siano le domande dal pubblico (ormai raramente polemiche e sanguigne). Io penso (e propongo) che la soluzione sia lavorare sulla formula del talk show, magari non trash come il Jerry Springer, ma sicuramente nemmeno pallosa come le noiosissime tavole rotonde da convegno. Leggi

Un giorno con Simone

Simone Legno, designer romano, a 25 anni ha raccolto tutto il suo coraggio ed è partito per gli USA, da dove ha conquistato il mondo con Tokidoki, il suo marchio legato alla moda. Oggi, a 30 anni, è tornato in italia per incontrare per la prima volta i suoi fans, e i giovani studenti che stanno tentando la sua stessa strada.

In quella occasione ho incontrato lui, i suoi fans, e il team vincitore del progetto di co-marketing, e ne è venuto fuori questo racconto.

Parte Knol, la Googlepedia

Rientro in rete dopo una giornata totalmente analogica, e scopro da Luca De Biase che Google sta lanciando una sorta di enciclopedia basata su pareri esperti (e remunerati) che si chiamerà Knol (=unit of knowledge). Un modello simile a Wikipedia, ma con la notevole differenza data dalla firma dell’autore, e dalla concorrenzialità tra gli stessi (“for many topics, there will likely be competing knols on the same subject. Competition of ideas is a good thing.“).

Leggo in giro pareri poco inclini a giudicare positivamente l’iniziativa, o quanto meno a considerarla come killer di wikipedia (vedi blgosfere.cultura, Quintarelli) oppure pareri entusiasti (Web e Conoscenza). Io credo che, col classico senno di poi, ci si poteva aspettare una mossa del genere da BigG, e mi aspetto anche un grande successo da questo prodotto. E credo sia anche una buona cosa.

Il successo di modelli di business basati su sistemi che raggiungono il non facile risultato di far girare soldi intorno a strumenti di informazione e conoscenza condivisa, è molto importante per il futuro della rete, ed è la dimostrazione che i social media hanno completamente staccato la vecchia dinamica di comunicazione one-to-many. Se i nostri quotidiani online, o i siti politici, imparassero la lezione, faremmo un grande e deciso passo avanti.
Chiaro, come tutti i sistemi che dipendono dagli abitanti della rete, va da sè che molto del valore collettivo di Knol dipenderà dall’uso che se ne farà. Ma l’idea in sè che qualcuno con un nome e un cognome possa spiegarmi una cosa che non so mi pare molto positivo.

Il tuo blog come carta d’identità

Un’interessante post di Anna Zelenka su GigaOM discute la possibilità che il proprio blog basato su un’installazione di WordPress (e aggiungerei, qualunque altra presenza strutturata personale in rete) possa diventare un nodo di quel social networking distribuito di cui tanto si discute in questo periodo (vedi The Social Graph problem di Brad Fitzpatrick), citando gli esperimenti di Steve Ivy (vedi DiSo) per esporre la propria contact list verso altre community.

In sostanza, perchè registrarsi in duecentomila social network e ogni volta riaggiungere i propri amici? (citando Brian Clark, “è come ristrutturare la cucina di una casa in affitto”). Beh, la risposta (shortsighted) è semplice: ogni social network tira acqua al suo mulino. Ma in effetti, cosa succederebbe se io potessi partire dalla mia identità online rappresentata per (buon) esempio da un blog, e potessi associare la mia identità (open ID, amici, ecc) a vari social network? Succederebbe che l’attività di social networking sarebbe in generale più elevata, e che il focus di ognuno di essi sarebbe il contenuto e il plusvalore offerto. Il numero di utenti “associati” conta quanto il numero di utenti “registrati”, quindi il tema della patrimonializzazione del proprio asset è salva; inoltre, la social network portability risolverebbe la barriera d’ingresso della registrazione e dell’avvio della propria attività in ogni nuovo luogo virtuale.

Certo, è possibile che un approccio di questo tipo finisca col privilegiare le community fortemente tematizzate (come Last.fm) a danno di quelle più generaliste (Myspace, Facebook), ma mi pare difficile riuscire a contrastare un fenomeno che da’ la sensazione seria di voler prendere piede e di diventare quello che già si chiama web 3.0.

Remotizza il tuo Mac

Chi ha un Mac recente, ha anche il piccolo telecomando in dotazione, del quale però, ahimè, si fa ben poco a parte usare l’ottimo Front Row . Per risolvere questo problema, CASE Apps ha inventato Sofa Control, un delizioso softwarino da meno di 15$ che fornisce moltissime altre funzionalità all’Apple Remote, inclusa la non trascurabile opzione di programmarlo come si desidera mediante l’uso di Applescript.
Con Sofa Control si può navigare, sfogliare documenti, avviare PDF e Powerpoint fullscreen, zoomare, attivare un piccolo spot semitrasparente che consente di concentrare l’attenzione su specifiche aree dello schermo, e fare molte altre utilissime cose.
L’ho provato, e funziona davvero bene. Consigliatissimo a chi usa il Mac per le presentazioni, o a chi si vuol godere un film usando VLC.

Naymz

Vedi quant’è brava Elena, io ricevo l’invito di Giovy ad iscrivermi Naymz, lo accetto, mi iscrivo e basta. Lei fa lo stesso, ma poi ci fa su un bel post. E vabbè, io ho smontato e rimontato un armadio, vale?

Comunque, Naymz potrebbe essere una valida alternativa a Linkedin, anche se francamente mi pare abbia un’apparenza un po’ fredda e cheap. Interessante il repscore, meccanismo di punteggio reputazione che cresce all’aumentare delle azioni virtuose dell’utente (banalmente, anche confermare l’email fa guadagnare punti), un po’ banali le premium features per le quali chiedono quasi 5$ al mese.

Per ora Linkedin mi pare inarrivabile. Vedremo.

Wordbook

Provo Wordbook, un plugin per fare cross-posting da un blog basato su WordPress al proprio account di Facebook. E meno male che stavo diventando un luddista..

Gli screenshot di Moma, l’Intranet di Google

Per i curiosi, questo post su blogoscoped mostra screenshot di Moma, l’intranet di Google, con dovizia di descrizioni. Ci sono alcuni particolari curiosi, come il Google Percent, un’applicazione che mostra quanti impiegati sono più “freschi” d’assunzione rispetto a un qualsiasi altro impiegato, oppure la ricca e dettagliatissima ricerca interna.