Mondoreale

Contro l’assuefazione alle balle

Michele Serra su Repubblica (via Wittgenstein):

“Comunque la si pensi, è fuori di dubbio che “dieci milioni di firme raccolte ai gazebo” (un quinto della popolazione italiana, compresi i neonati, i vegliardi, i carcerati e gli ammalati) sono una enorme palla. Una frottola, una bugia, una menzogna, una panzana, una falsificazione, una truffa, un imbroglio, una frode, una bubbola. Lo sanno tutti, Berlusconi per primo, i suoi portavoce, i suoi direttori di giornale, i suoi yes-men televisivi. E lo sanno, ovviamente, i suoi avversari, e più in generale chiunque conservi il lume della logica.
Ma lo dicono in pochissimi. Perché che Berlusconi sia bugiardo è considerato un fatto endemico della scena politica, un’eccentricità del suo carattere, una forzatura retorica serenamente metabolizzata. Come se dieci milioni fosse uguale a cinque o a due o a uno. Personalmente, temo molto l’assuefazione, che è l’ingrediente fondamentale del conformismo. E dunque mi piace ripetere, con quieta allegria: dieci milioni di firme ai gazebo sono solo una ridicola bugia. Bugiardo chi la ripete, sia esso politico o giornalista. Bugiardo, bugiardo, bugiardo. Dieci milioni di volte bugiardo”

leonardo: tunc!

In questo post c’è tutto il già ben noto talento di Leonardo.

Problemi? Compra un Silvio

Silvio sa come gestire la comunicazione, lui che per primo ha capito che la politica si può vendere come un prodotto, lui che da tempo ha capito che ciò che conta non è il prodotto, ma la sua risonanza.
Con una strategia studiata a tavolino, Berlusconi strappa definitivamente con gli alleati avviando una vertiginosa fuga in avanti con l’annuncio della nascita del Partito del popolo della libertà. Fumo, il cui risultato è invecchiare la sua “strategia della spallata”, e presentarsi come novità politica, posizione provilegiata dalla quale può permettersi di aprire al confronto sulla legge elettorale evitando la trappola di Fini e Casini.
E come già accaduto più volte, qualsiasi cosa si dirà contro di lui non farà altro che fare il suo gioco, vista l’inclinazione tutta italica alla seduzione carismatica del potente populista. C’è solo da augurarsi che il numero di persone sedotte da questo “nulla” che Berlusconi vuole venderci diminuisca sempre di più. Davvero non possiamo più permetterci di giocare a rimpiattino con i nostri stessi problemi.

Finanziaria? Un film di Vanzina

Lo spettacolo che sta offrendo la maggioranza parlamentare (di cui io sono elettore) dagli scranni del senato durante le votazioni della finanziaria è veramente demenziale. Il continuo e patetico mercanteggiamento riporta alla mente il peggio della peggior politica, con il plus della mancanza assoluta di pudicizia. Possibile che Dini e Mastella, in tempi di rischiosa antipolitica, non riescano a trovar di meglio che rischiare finanziaria e governo del paese per perorare la causa dei loro amichetti dirigenti statali? Ma che segnale mandiamo a sto paese esausto e nauseato, che si vede approvare sotto il naso un’emendamento che stablisce una deroga di alcune precise posizioni rispetto alla definizione di un tetto salariale per questi personaggi?

Comunque, superata questa vicenda da cui se non’altro Berlusconi esce un po’ ammaccato, il passo successivo sarà la votazione del welfare. Anche lì ci si aspetta una buriana teatrale paragonabile a questa, con il Berlusca che tenterà il tutto per tutto. E poi? Secondo me, se si esce indenni anche da lì, Berlusconi sarà fuori gioco, si farà la riforma elettorale, e poi si andrà a votare in settembre/ottobre (Veltroni contro Fini). Se si cade sul welfare, elezioni a primavera con questa legge elettorale, e Berlusconi al governo.

Si accettano scommesse. Ma non è divertente.

assurda politica italiana: mes…

assurda politica italiana: mesi a riticare la finanziaria del risanamento, ora la cdl critica il dpef "non si occupa di risanamento"….

Parliamo di Mastella

C’è un tale, che dirige un partito che raccoglie l’1,4% dei voti, che oltre ad essere Ministro della Giustizia, ha anche la possibilità di mettersi di traverso al cammino della legge sul conflitto di interessi. Perchè? L’UDEUR è un partito schiacciato fra centrodestra e centrosinistra. Di fronte ad un eventuale sbarramento sancito dalla nuova legge elettorale, la sinistra radicale non avrebbe insuperabili difficoltà a studiare una soluzione aggregativa, anche solo sulla carta; l’UDEUR invece non potrebbe in alcun modo collegarsi ad altre realtà del suo emisfero politico attuale. Potrebbe a destra, ma a condizione di finire travolto dalla forza di tutto il resto del mondo ex-democristiano. Mastella, vista la sirtuazione, non può che cercare di farsi spazio a qualunque costo per cercare di preservare il suo potere attuale.
Questa è la misura dell’ingovernabilità del paese, a questo punto quasi certamente non in grado di riformare se stesso se non passando attraverso un accordo fra le forze maggiori in campo, e poi forse un passaggio di larghe intese, per riallineare i due schieramenti prima di inevitabili, e auspicabili, elezioni anticipate.
A casa, per favore, chi cerca soltanto di salvare il proprio circoscritto potere. Di questa gente, che è in grado di fermare il paese per salvare il proprio culo, francamente non se ne può più.

L’autista del pullmann, la cannabis e gli agguati mediatici

In sei anni di vita del mio blog, avrò cancellato si è no due o tre post, sicuramente mai quelli molto commentati. Stavolta ho deciso di fare un eccezione. Spiego.

Ieri, leggendo la notizia dell’incidente occorso ad un pullman che trasportava 41 bambini (di cui due sono morti), il cui conducente è stato trovato positivo alla cannabis, ho avuto una reazione molto forte. Il senso del mio sfogo era il seguente: non sono un proibizionista, sono anzi un convinto sostenitore della legalizzazione delle droghe leggere, ma se il conducente dell’autobus aveva “fumato” prima di mettersi alla guida di un mezzo che trasportava 41 bambini, ha fatto un errore imperdonabile, peraltro fornendo un ottimo spunto a quanti pensano che chi fuma spinelli dovrebbe andare in galera. Il post, dio sa perchè, è stato ripreso da Libero (ritenuto particolarmente valido, mah), che peraltro lo ha inserito in un discutibile format che titola “La droga uccide. Alla faccia di chi dice che le canne non sono pericolose” (gli ho chiesto di rimuoverlo per questa ragione).
Risultato: questo blog s’è trasformato in un forum di belligeranti fanatici sul tema droga sì droga no, con toni in molti casi qualunquistici e semplicistici almeno quanto il mio post che li ha scatenati. Non volendo, sono caduto nella trappola giornalistica del sensazionalismo, e questo non mi va.

Ho quindi deciso di rimuovere il post semplicemente perchè non sento che rappresenti il mio reale pensiero, che su questo tema (come su molti altri) è decisamente più articolato e meno tranchant di quanto le mie parole potessero far pensare. Colgo quindi l’occasione per fare alcune precisazioni.

  • Sono un convinto sostenitore della legalizzazione (e non della liberalizzazione) delle droghe leggere, il cui primo obiettivo dovrebbe essere la sottrazione di un mercato enorme alle associazioni a delinquere, e la sanificazione di un prodotto spesso snaturato e maleficamente edulcorato per via dell’asssenza del benchè minimo controllo qualitativo.
  • Insisto col dire che il problema è culturale. Se io mi faccio una canna in riva al mare e poi torno a casa a piedi non creo problemi a nessuno. Se io mi faccio una canna e poi mi metto alla guida di un’auto, divento un potenziale pericolo per me e per chi mi sta intorno (ma è lo stesso se mi faccio fuori una bottiglia di ottimo Brunello di Montalcino). Se io mi faccio una canna e poi mi metto alla guida di un pullmann che porta in gita 41 bambini, sono un irresponsabile.
  • Non ho precisa cognizione su quanto tempo permanga la cannabis nel sangue, probabilmente anche oltre la durata degli effetti sul sistema nervoso; resta quindi tutta da verificare l’effettiva colpevolezza di questo tizio, a cui magari s’è semplicemente rotto il volante dell’autobus (e la canna magari se l’era fatta due giorni fa in riva al mare).

Ecco, ora va molto meglio.

La trappola del Family day

Il 12 Maggio a Roma va in scena uno straordinario e pericolosissimo capolavoro di intelligenza politica, il cui nome è Family Day. L’intreccio in tre movimenti esemplari:

Primo Movimento
Francesco Rutelli nelle dichiarazioni rese alla tavola rotonda delle ACLI sul tema famiglia e lacità, parlando del Family day ha sostanzialmente detto: se fossi deputato ci andrei, ma sono del governo quindi non vado, ma non mi permetto di dire a membri del governo di non andare.

Secondo movimento
Savino Pezzotta, ex segretario CISL e ora membro del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e portavoce (?) delle associazioni cattoliche organizzatrici dell’evento, dichiara di non volere strumentalizzazioni politiche del Family day, ma evidenzia che i politici che parteciperanno “non potranno poi votare i DICO”

Terzo Movimento
Il Papa, in viaggio verso il Brasile, dichiara “La Chiesa come tale non fa politica, rispettiamo la laicità”

Incartati da cotanta abilita, noi laici coraggiosi rimaniamo senza parole ad osservare il declino del Diritto nel nostro paese. Che tristezza.

L’orizzonte degli eventi

Vivere troppo in fretta lascia poco tempo per scrivere (e meno male che c’è Twitter…). Riprendo dopo quasi un mese di silenzio con un breve riepilogo di pensieri e sollecitazioni recenti.

  • DSonline.tv al Congresso DS
    Grande lavoro di dolmedia al Congresso DS, per dsonline.tv. Abbiamo sostenuto tre giorni di diretta web con punte anche di 15.000 utenti, realizzando moltissime interviste nello studio allestito appositamente (inclusa intervista esclusiva a Prodi e alcune battute dal Berlusca, sempre in esclusiva, mentre lasciava il congresso). Grande lavoro di squadra, e la soddisfazione di essere linkati direttamente da Repubblica.it. Altra novità, il canale su Blip.tv, dsonline.blip.tv.
  • Ha vinto Sarkozy
    Peccato, un’occasione persa per avere finalmente una donna di centro sinistra alla guida di un paese europeo. S’è pagata la tradizionale confusione di idee di questo lato dell’emisfero politico, ma anche (e soprattutto) la demonizzazione del nemico politico, atteggiamento che non ha mai portato nulla di buono se non quello di serrare le fila dell’elettorato di destra.
  • MayDay a Milano
    Sono stato al MayDay a Milano, una manifestazione allegra e sonora contro il precariato, molto partecipata e poco raccontata dai media. Al di là del mio punto di vista sull’argomento (oltre che parlare di “diritto al lavoro”, sarebbe bello parlare di “dovere” e di “responsabilità individuale”. Smettiamo di chiedere lavoro, chiediamo condizioni perchè si possa creare, piuttosto), un bel corteo che porta in piazza temi importanti senza spaccare vetrine. Devo ricordarmi di postare le foto su Flickr. Intanto, queste.

Il resto ai prossimi post. Cia’.